Pordenone: una città nel cuore di un forte tessuto produttivo.

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Pordenone – città che sorge 80 chilometri a nord est di Venezia – ha saputo diventare un centro economico e commerciale in costante sviluppo, scelta da grandi gruppi industriali multinazionali (come Zanussi-Electrolux) ma soprattutto cuore di un territorio dove sono nate migliaia di piccole e medie imprese che operano in tutto il mondo, grazie alla loro capacità di abbinare un’elevata professionalità a doti di imprenditorialità, di ricerca dell’eccellenza, di flessibilità nella gestione di commesse complesse.

Uno tra i punti di forza di SICAM è proprio la sua collocazione, al centro di un “macrodistretto” che nel settore del mobile trova una delle sue massime espressioni. La zona del Livenza, situata fra le province di Pordenone e Treviso, costituisce il più vasto bacino produttivo nazionale. Vi si realizza oltre il 40% del mobile italiano, un settore che, complessivamente, conta 33mila imprese, 230mila addetti e un fatturato attorno ai 22,5 miliardi. Una produzione che non ha mancato di stimolare lo sviluppo di un fortissimo indotto, del quale una quota assai rilevante spetta ai semilavorati, alle forniture e agli accessori per l’industria mobiliera.

Veneto e Friuli Venezia Giulia – le due regioni “attraversate” dal distretto del Livenza – insieme rappresentano il 38 per cento del totale delle esportazioni del sistema legno arredo italiano (dati Centro studi Federlegno Arredo), ospitano il 18 per cento delle imprese nazionali e il 27,5 per cento degli addetti. Le province, Padova, Treviso, Udine e Pordenone sono nelle prime posizioni di classifica e, insieme, detengono il 30,8 per cento delle esportazioni nazionali (Treviso 14,1 per cento, Udine 11,4 per cento, Pordenone 7,5 per cento e Padova 2,6 per cento); il 9,5 delle imprese e il 18,6 per cento degli addetti.



Di particolare interesse rilevare che – secondo l’Osservatorio territoriale realizzato da Fondazione Edison e Centro Studi Cosmit/Federlegno-Arredo, aggiornato in queste settimane – il ruolo di questi territori sarebbe cresciuto nei primi mesi del 2009, ribadendo la vivacità di queste aree, anche se ovviamente i valori assoluti sono mediamente in deciso calo, attorno al 25 per cento.

Per quanto concerne i mobili le esportazioni della provincia di Treviso sarebbero infatti arrivate al 16 per cento del totale nazionale, Pordenone al 9, Udine al 6 e Padova al 3: insieme – nei primi tre mesi del 2009 – avrebbero dunque raggiunto il 34 per cento delle vendite di arredi italiani oltreconfine.

 


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Tornando al sistema legno-arredo nel suo insieme vanno indubbiamente evidenziate le conseguenze di una crisi che non ha mancato di farsi sentire già nei bilanci 2008. Dai dati che il Centro studi Cosmit-Federlegno-Arredo ha diffuso lo scorso giugno il settore ha visto il proprio fatturato fermarsi a quota 37,5 miliardi di euro, il 5,6 per cento in meno rispetto al 2007. Un calo che è la sommatoria del meno 4,3 per cento del fatturato del settore arredo (22,6 miliardi di euro nel 2008 contro i 23,7 del 2007) e del meno 7,5 per cento nel macro settore “legno e prodotti in legno” (14,8 miliardi di euro nel 2008 contro i 16 del 2007) in cui rientrano buona parte delle categorie merceologiche presenti a SICAM.

Dati certamente preoccupanti e che hanno purtroppo trovato una pesante conferma nei primi mesi del 2009: secondo i dati delle esportazioni e ricavati dalle indagini congiunturali pari infatti che il mondo dell’arredamento stia facendo i conti con una contrazione degli ordini – e, dunque, dei fatturati – valutabile fra il 20 e il 30 per cento.

Ci pare però doveroso aggiungere che dai contatti delle ultime settimane con molti espositori di SICAM e con numerosi operatori del settore emerge con chiarezza un aumento dell’ottimismo per il prossimo futuro: da più parti si evidenzia che la situazione, a partire dallo scorso settembre, ha mostrato qualche timido cenno di ripresa e che alcuni mercati abbiano ricominciato a far sentire la propria presenza.

Di certo ancora troppo poco per abbassare la guardia, ma tutto lascia presupporre che SICAM potrebbe essere una preziosa cartina di tornasole anche su questo versante, ricambiando la fiducia e la volontà di investire dei 400 espositori presenti con il bisogno degli utilizzatori di informarsi e conoscere prodotti e novità, così da essere pronti a cogliere anche il minimo segnale di ripresa.


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