L’esperienza italiana in orti urbani: Roma e Milano


Secondo una recente analisi della Coldiretti sono circa 21 milioni gli italiani che stabilmente o occasionalmente coltivano o curano il giardino e 1,1 milioni di metri quadri di terreno di proprietà comunale divisi in piccoli appezzamenti e adibiti ad orto urbano.


Un boom quello nel nostro paese che fa venire in mente il periodo post seconda guerra mondiale, quando gli orti erano gli unici metodi di sostentamento alimentare e che oggi risponde ad una necessità di risparmio dovuta alla crisi che colpisce sopratutto le famiglie.


Ma vediamo nel dettaglio l'esperienza Italiana, analizzando la situazione degli orti urbani in due delle sue più grandi città: Roma e Milano. 



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Roma è una delle città italiane che hanno fatto da subito propria l’idea dell’orto urbano. 


Senza contare quelli privati, la Capitale ha messo a disposizione dei propri cittadini oltre 200 orti rigorosamente biologici.


Il tutto, grazie ad un'intesa siglata tra Regione Lazio, Arsial, Roma Natura, Legambiente e l’associazione Acqua-Sole-Terra per concedere in comodato d’uso gratuito due ettari di proprietà dell’Arsial, all’interno delle aree protette di Roma Natura, a tutti quei cittadini che ne fanno e ne faranno richiesta, dotati di determinati requisiti di trasparenza, pari opportunità e pubblicità.



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L'iniziativa ha, inoltre, l'intento di estendere la propria attività anche ad altre zone di Roma, quali i parchi della Capitale, partendo dal comodato di questi spazi valido per 8 anni in cui si potrà coltivare qualsiasi cosa purché nel rispetto delle regole della coltivazione al naturale senza uso di pesticidi. In particolare, per accelerare questo questo iter, si sta facendo di tutto per reperire i fondi necessari, in modo tale che l'esperienza dell'orto urbano diventi cultura comune e genuina.


Altrettanto variegato e vivace è il panorama degli orti urbani a Milano, sia per tipologia, dimensioni, stato giuridico, che per finalità e motivazioni.



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Si va infatti dalla coltivazione dell'orto urbano come attività di sostegno o riabilitazione per persone in situazioni di disagio o con handicap fisici e psichici, fino a quelli scolastici usati come strumento didattico e occasione formativa.


A questi si affiancano i complessi di orti in proprietà o in affitto, comunali e privati, e quelli non istituzionalizzati, ma comunque consolidati nel tessuto urbano e sociale.


In questo contesto un anno fa è nato il progetto Orto diffuso, una vera e propria comunità virtuale e fisica che si articola attraverso tutte le persone che utilizzano questi spazi per ripensare la città, ma anche la propria vita.



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Di carattere estremamente aperto e collaborativo, l'associazione invita chiunque a contribuire segnalando aree milanesi adibite ad orti, ma anche quelle dismesse o in attesa di una destinazione d'uso definitiva, con le potenzialità adatte ad entrare a far parte dell'agricoltura urbana.


In questo senso, internet diventa uno strumento importante di relazioni e conoscenze, che fanno dell'orto urbano un'esperienza non solo di riscoperta del passato, ma anche un passo avanti verso il futuro.


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