Speciale Interior Design “Oggetti Cult”: Sacco Zanotta


E' un pezzo di storia del design italiano nel mondo, l'emblema della seduta indipendente, grazie alla sua mancanza di struttura rigida, che le permette di adattarsi liberamente ad ogni bisogno di comodità, la leggendaria Sacco è venuta al mondo colorata, leggera e anticonformista.




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Prodotta dall'azienda di design milanese Zanotta, è stata partorita dalla mente creativa del trio Gatti, Paolini e Teodoro, partendo dall'idea iniziale di creare un sacco a fagiolo, imbottito di palline di polistirene semi-espanso, leggero, facilmente trasportabile e che si potesse adattare a qualsiasi posizione che la persona a sedere va ad assumere.



La rivoluzione, chiamata semplicemente Sacco, parte nel 1968, quando i tre architetti torinesi Gatti, Paolini e Teodoro, arrivarono da Zanotta con un sacco, appunto, in Pvc riempito per tre quarti di palline di polistirolo e dal quel giorno ha avuto un'ascesa inarrestabile, che, ancora oggi non conosce stanchezza.


Con Sacco, per la prima volta, si ha una seduta senza struttura rigida, che segue i volumi e i movimenti del corpo, assecondando, cioè, le diverse posture e adattandosi, nella forma, a diverse proporzioni.


Un vero e proprio cult, un'icona del design più moderno, libero e minimalista, che ha riscontrato fama internazionale, diventando una delle massime espressioni della creatività italiana.



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Sacco è diventata simbolo del design che non conosce barriere, capace non solo di superare i confini, ma di riscrivere le regole e di rappresentare un’intera epoca.


Si parla, in particolare, degli anni ’70 e la poltrona Sacco, diventava lo status symbol dell'élite intellettuale italiana, ottenendo anche la consacrazione televisiva, grazie alle disavventure lavorative del Giandomenico Fracchia di Paolo Villaggio.


Nel 1972 viene, addirittura, esposta al MoMa di NewYork e in seguito in altri prestigiosi musei d'arte moderna come: il Musee des Arts Decoratifs di Parigi, il Victoria & Albert Museum di Londra e il Museo del Design alla Triennale di Milano.


E ancora oggi, dopo più di quarant'anni, la poltrona Sacco, continua a riscuotere successo, anche tra le nuove generazioni, come ogni grande icona che si rispetti.

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