La scelta dei radiatori

I moderni radiatori, oltre ad essere uno strumento necessario a riscaldare la casa sono diventati degli ottimi elementi d’arredo e design.

Sono realizzati soprattutto in acciaio ma anche in alluminio. Il primo è un materiale facilmente plasmabile che si presta bene a essere lavorato sia in altezza che in larghezza in modo da creare forme insolite, anche complesse e di forte impatto estetico.

Nei nuovi modelli il design si coniuga con alte rese termiche, ma anche con la funzionalità e la flessibilità degli elementi.

L’acciaio e l’alluminio sono buoni conduttori di calore, scaldano gli ambienti rapidamente ma altrettanto rapidamente si raffreddano.

La resa calorica aumenta negli elementi a piastra, piatti e sottili. Sono particolari radiatori con superfici ampie, spesso molto decorativi, che permettono di ottenere elevate prestazioni anche con acqua a bassa temperatura, quindi con elevato risparmio energetico.

Per capire meglio quale è il calorifero più adatto alle proprie esigenze, bisogna sapere che il calore si stratifica nell’ambiente lentamente, scalda anche le pareti che restituiscono, a loro volta, parte del calore accumulato. Per evitare di scegliere radiatori che scaldano in eccesso o in difetto, occorre verificare con un’impiantista, precedentemente all’installazione, il fabbisogno termico dei locali.

Ormai i radiatori, come detto in precedenza, sono elementi d’arredo dunque si possono trovare in commercio di tutte le forme, essenziali o complesse. Esistono modelli che risaltano in ambienti minimali oppure che si accostano bene a mobili e oggetti di design.

Alcuni somigliano a quadri appesi alla parete, altri a complementi d’arredo: si tratta delle piastre radianti, in grado di diffondere il calore anche per irraggiamento. Spesso hanno una copertura colorata, che può aumentare la resa termica.

I corpi scaldanti piatti, realizzati in acciaio e alluminio, riescono a trasferire più del 50% del calore per via radiante. Cedendolo, quindi, direttamente alle pareti e all’ambiente, a differenza del sistema tradizionale a convezione, che scalda l’aria a contatto con il radiatore. Offrono un elevato risparmio di energia e si possono installare al posto dei tradizionali termosifoni, senza modifiche all’impianto esistente, tranne nel caso in cui sia previsto il collegamento elettrico.

Le nuove tecnologie hanno permesso di realizzare radiatori in materiali sintetici brevettati: grazie a questi, è possibile ottenere una temperatura ambiente più uniforme oltre a una riduzione dei consumi energetici. In questi modelli, il calore viene accumulato e diffuso per irraggiamento su tutta la superficie.

La scelta si deve differenziare a seconda dell’impianto, se sia autonomo o condominiale.

Se l’impianto è autonomo, in ogni appartamento è presente un generatore di calore, cioè una caldaia. Il rendimento di combustione è sicuramente minore ma i costi più alti sono compensati dal fatto che si paga in base ai propri consumi.
La scelta del generatore di calore deve essere operata da un tecnico impiantista. Generalmente la potenza è inferiore a 35kW, per appartamenti fino a 180 m². Per metrature intorno ai 100 m² bastano 11kW.

Se invece il riscaldamento è condominiale, offre il vantaggio della suddivisione delle spese a fronte di un maggior rendimento. Si compone di una potente caldaia e di un sistema di canalizzazione che raggiunge tutti gli appartamenti. Il locale nel quale si trova la caldaia centralizzata deve avere un’altezza di almeno 250 cm. Inoltre deve essere presente un’apertura per l’aerazione. La caldaia deve avere una distanza di almeno 60 cm dalle pareti, ad eccezione del lato con il bruciatore per cui la distanza deve essere di almeno 130 cm. Tra la parte superiore della caldaia e il soffitto devono esserci 100 cm. Se il locale caldaia è seminterrato o interrato, accanto a questo deve esistere un vano di disimpegno, a sua volta aerato da una finestrella di mezzo metro quadrato d’apertura.

Perché ciascun condominio abbia maggiore autonomia nella gestione del riscaldamento, non è necessario trasformare l’impianto centralizzato in impianti autonomi.
Esiste una soluzione che assomma i vantaggi del sistema centralizzato a quelli dell’impianto autonomo. La contabilizzazione del calore permette di gestire in modo autonomo il riscaldamento del proprio appartamento anche se la caldaia rimane unica in tutto l’edificio. Attraverso particolari dispositivi, chi abita in un appartamento può diminuire, spegnere o aumentare la temperatura, entro il limite fissato per legge. Inoltre, grazie a contatori individuali, ognuno paga in proporzione al suo consumo.

Ogni calorifero ha un valore di resa termica, definita dalla potenza termica emessa dal corpo scaldante. La resa termica viene espressa in Watt e si valuta in base alla norma Uni En 442, che obbliga i produttori a fornirla dopo aver effettuato prove in laboratorio in condizioni “standard”.

valvola_termostaticaPer contenere i consumi energetici esistono dispositivi per il controllo della temperatura, come per esempio la valvola termostatica. Si tratta di una manopola graduata che viene installata sul radiatore per impostare il calore che si desidera avere nell’ambiente. Quando il calorifero arriva alla temperatura desiderata, la valvola si chiude e convoglia l’acqua in circolo all’interno degli altri elementi aperti. Con la chiusura della valvola l’emissione di calore del radiatore diminuisce. Quando la temperatura si abbassa di nuovo, la valvola si riapre, provocando un aumento della circolazione di acqua calda all’interno dell’elemento.

La valvola deve essere installata da un tecnico specializzato e può essere applicata su ogni radiatore. Il dispositivo si regola poi in modo manuale. E’ possibile risparmiare circa il 20% di energia. Esistono dispositivi anche dotati di timer che permettono di impostare l’orario di apertura della valvola stessa.

L’installazione, la riparazione e le modifiche agli impianti termici devono essere effettuati solo da personale abilitato, in conformità alla legge n. 46/1990. Un’altra legge, la n. 10/1991, prevede la compilazione e l’aggiornamento annuale del libretto centrale o libretto d’impianto, a seconda che si tratti di sistemi centralizzati o autonomi.
In questo libretto vengono riportati gli esiti dei controlli di funzionamento e del rendimento di combustione.

Negli impianti centralizzati, il compito di garantirne la sicurezza spetta all’amministratore, che ha la facoltà di nominare un terzo responsabile.
Nel caso di un sistema autonomo, il rispetto dei controlli periodici dell’impianto spetta al proprietario o all’occupante dell’appartamento.

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