Bonus casa 2024: cosa è cambiato dal 2025

Scritto da 20/08/2024
Bonus casa 2024: cosa è cambiato dal 2025

La fine del 2024 non segnò la scomparsa di tutti i bonus casa. La legge di bilancio 2025 prorogò alcune agevolazioni e ne modificò aliquote e requisiti; il bonus verde, invece, non fu esteso alle nuove spese 2025. Una pagina d’archivio che parla di «ultime occasioni» va quindi letta nel suo contesto, non come invito ad affrettare lavori oggi.

Questo articolo ricostruisce il passaggio dalle spese 2024 alle regole 2025. La revisione del 4 ottobre 2026 corregge previsioni e generalizzazioni della versione originale, senza trasformarla in una guida ai bonus attuali. Per un pagamento di altri anni occorre verificare la relativa disciplina; per una vecchia detrazione, fai controllare al CAF o commercialista il fascicolo e le dichiarazioni precedenti.

Ristrutturazioni: nel 2025 il tetto non scese a 48.000 euro

Per il recupero edilizio, nel 2024 il beneficio previsto era il 50% entro 96.000 euro di spesa per unità, con i requisiti dell’intervento e del contribuente. La legge 207/2024, articolo 1, comma 55, mantenne per le spese 2025 il limite di 96.000 euro: non entrò in vigore il dimezzamento a 48.000 euro annunciato nella vecchia pagina.

La percentuale ordinaria 2025 divenne il 36%, elevata al 50% per proprietari o titolari di un diritto reale di godimento, per interventi sull’unità adibita ad abitazione principale, alle condizioni previste. «Prima casa» all’acquisto e «abitazione principale» non erano espressioni intercambiabili. Non bastava essere inquilini dell’abitazione per ottenere la maggiorazione.

Questa modifica non trasformava la manutenzione ordinaria isolata di un appartamento in lavoro agevolabile. Per verificare spese già pagate nel 2024, consulta la guida storica ai requisiti e documenti del bonus ristrutturazioni.

Ecobonus e sismabonus: continuazione con regole diverse

Ecobonus e sismabonus non terminarono semplicemente il 31 dicembre 2024: la stessa legge li estese alle spese 2025 con una rimodulazione delle percentuali. Per quell’anno, la regola era il 36%, con la maggiorazione al 50% per i soggetti e l’abitazione principale indicati dalla norma. Restavano da rispettare i requisiti tecnici e documentali del singolo regime.

Per l’ecobonus, i limiti non si riducevano a un tetto unico valido per qualsiasi intervento. La versione originale confondeva detrazioni energetiche, lavori antisismici combinati, fotovoltaico e colonnine. Una spesa non appartiene all’ecobonus soltanto perché viene descritta come sostenibile: occorre individuare la misura corretta e il relativo limite.

Il quadro delle istruzioni 730/2025, relativo alle spese 2024, distingue anche il sismabonus ordinario dalle percentuali maggiorate: non si potevano applicare indistintamente gli stessi valori a singole unità e parti comuni. Per esempio, nelle fattispecie maggiorate descritte, la riduzione di una o due classi corrispondeva al 70% o 80% sulle singole unità e al 75% o 85% sulle parti comuni condominiali, con le altre condizioni richieste e ferma la disciplina del Superbonus quando applicabile.

Non va confusa inoltre la detrazione per l’acquisto di unità antisismiche con quella per immobili ricompresi in fabbricati genericamente ristrutturati. Una vendita entro un certo termine non certifica, da sola, un miglioramento sismico. Questi casi richiedono una verifica specifica, non la semplice applicazione della percentuale di una tabella.

Mobili prorogati, verde fermo alle spese 2024

Due incentivi di arredo da non confondere nel passaggio al 2025
MisuraCosa accadde
Bonus mobili ed elettrodomesticiProrogato alle spese 2025: detrazione del 50% su massimo 5.000 euro di spesa, non 5.000 euro di rimborso. Restavano necessari un intervento edilizio idoneo e gli altri requisiti.
Bonus verdeNon prorogato alle nuove spese 2025. Per gli interventi ammessi pagati nel 2024 restavano le quote della detrazione del 36% su massimo 5.000 euro per unità abitativa, alle condizioni previste.

La proroga dei mobili è nel comma 55 della legge 207/2024. Per il bonus verde, le istruzioni 730/2026, pagine 81–82, delimitano le spese agevolabili al periodo 2018–2024. Il fatto che si continuassero a dichiarare quote residue non autorizzava nuovi lavori verdi nel 2025 con la stessa agevolazione.

Il bonus verde non era un contributo per qualsiasi acquisto da vivaio o per arredare il terrazzo. Riguardava gli interventi di sistemazione previsti e le spese connesse, con pagamenti tracciabili. Gli arredi da giardino non diventavano lavori verdi agevolabili perché collocati all’esterno.

Per spese mobili già sostenute nel 2024, la guida dedicata a requisiti, tetto e pagamenti permette di ricostruire il calcolo senza confondere detrazione totale e quota annuale.

Superbonus: il 65% del 2025 non era aperto a tutti

Per le fattispecie interessate, il passaggio dal 70% del 2024 al 65% del 2025 non significava poter avviare liberamente qualsiasi nuovo cantiere. Il comma 56 della legge 207/2024 subordinò il 65% a condizioni già maturate al 15 ottobre 2024: CILA, delibera condominiale e CILA oppure istanza del titolo abilitativo, secondo il tipo di intervento.

Questo riepilogo non comprende tutte le eccezioni del Superbonus e non certifica l’ammissibilità di un edificio. Anche cessione e sconto in fattura seguivano regole separate: le istruzioni 730/2025 riportano il blocco dal 17 febbraio 2023 e le deroghe modificate nel 2024. Una delibera o un pagamento entro una data non bastavano sempre, isolatamente, a ottenere l’opzione.

Come usare oggi questa notizia di archivio

Per ricontrollare un intervento, prepara una cronologia con avvio, autorizzazioni, eventuali delibere, pagamenti e misura utilizzata. Separa spese 2024 e 2025; le scadenze dei bonus non coincidevano tutte con l’obbligo di terminare qualunque lavoro entro fine anno. Non applicare retroattivamente una percentuale diversa alle rate di una spesa precedente.

Il riepilogo della Camera sui bonus edilizi documenta anche modifiche successive: è una ragione ulteriore per non trattare le previsioni di fine 2024 come condizioni valide per pagamenti futuri. Per nuove decisioni chiedi una verifica delle norme dell’anno pertinente; per le vecchie quote, fai controllare il fascicolo al consulente prima di modificare una dichiarazione.

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Disclaimer: Il presente contenuto (incluse informazioni, suggerimenti ed eventuali analisi di tendenze) è fornito a scopo esclusivamente informativo e didattico, e non costituisce in alcun modo consulenza personalizzata in ambito di interior design, arredamento o scelte commerciali. Ogni decisione relativa a stile, acquisti o investimenti nel settore dell’arredamento è assunta in piena autonomia e sotto la propria esclusiva responsabilità, previa attenta valutazione delle proprie esigenze abitative, del budget disponibile e degli obiettivi personali. Si consiglia di rivolgersi a un professionista qualificato per consulenze specifiche prima di intraprendere qualsiasi decisione significativa in ambito arredamento.