Il bonus mobili 2025 non era uno sconto automatico alla cassa: era una detrazione IRPEF collegata a determinati interventi di recupero edilizio. Comprare un divano o sostituire il frigorifero, senza gli altri requisiti, non bastava.
Questa guida riguarda le spese sostenute nel 2025, da verificare nella dichiarazione del relativo anno. Non applicare automaticamente queste condizioni agli acquisti di anni successivi. Il riferimento operativo è il rigo E57 delle istruzioni ufficiali del modello 730/2026, che distinguono anche le rate di acquisti precedenti.
Prima verifica i lavori, poi gli acquisti
Per gli acquisti 2025, il recupero edilizio ammesso doveva essere iniziato dal 1° gennaio 2024. La data di avvio doveva precedere l’acquisto dei mobili o degli elettrodomestici; non era invece necessario che tutti i pagamenti dei lavori fossero già stati effettuati prima del pagamento dell’arredo.
Fra gli interventi ammessi sulle singole abitazioni rientravano manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. Una semplice tinteggiatura isolata o il solo cambio del pavimento, come manutenzione ordinaria della singola casa, non aprivano automaticamente il bonus. Per gli interventi sulle parti comuni condominiali, gli arredi agevolati dovevano essere destinati alle parti comuni, non all’appartamento privato del condomino.
Il contribuente che chiedeva il bonus mobili doveva beneficiare anche della detrazione per il recupero edilizio: separare le spese dei lavori e quelle dei mobili fra coniugi diversi poteva far mancare questo collegamento. La guida AdE di gennaio 2023 chiarisce questo principio e l’utilizzabilità degli arredi anche in un’altra stanza dello stesso immobile. Per anno, importi e proroga 2025, però, il riferimento è la disciplina 2025 e il modello 730/2026, non la scadenza storica riportata in quella guida.
Quanto spettava nel 2025: spesa massima e quote
Per le spese 2025 la detrazione era del 50% su un massimo di 5.000 euro di spesa ammessa, suddivisa in dieci quote annuali uguali. La proroga risulta dall’articolo 1, comma 55, della legge 207/2024. Il limite riguardava l’unità immobiliare, comprese le pertinenze, non ciascuna stanza, ciascun negozio o ciascun contribuente.
Con 5.000 euro interamente ammessi e plafond disponibile, il beneficio teorico era 2.500 euro complessivi, ossia 250 euro all’anno per dieci anni. Con una spesa di 8.000 euro, il bonus non diventava 4.000 euro: l’eccedenza sopra il tetto non aumentava la detrazione. È necessario avere sufficiente imposta per utilizzare le quote: non è un rimborso garantito dell’intero importo.
Se l’intervento era iniziato nel 2024 e proseguito nel 2025, dovevano essere conteggiati anche gli acquisti 2024 già agevolati collegati allo stesso intervento. Per esempio, con 2.000 euro di questi acquisti precedenti, il limite residuo per il 2025 era 3.000 euro: al massimo 1.500 euro di detrazione teorica, in dieci quote da 150 euro. L’esempio presume tutti gli altri requisiti soddisfatti e non determina il tuo diritto individuale.
Dal 2025, per redditi complessivi superiori a 75.000 euro, il riordino delle detrazioni introduceva inoltre un limite complessivo dipendente da reddito e situazione familiare. Il solo rispetto dei 5.000 euro del bonus mobili non esauriva quindi tutti i controlli: fai valutare al CAF o al professionista anche le altre spese e le quote rilevanti.
Mobili nuovi e classi degli elettrodomestici
Potevano rientrare mobili nuovi come tavoli, sedie, letti, armadi, divani, credenze e materassi, non beni usati. Porte, pavimenti, tende e altri complementi non erano acquisti ammessi al bonus mobili. Il trasporto e il montaggio dei beni agevolabili potevano essere inclusi, rispettando anche per queste spese le condizioni di pagamento.
| Elettrodomestico | Classe minima richiamata per gli acquisti 2025 |
|---|---|
| Forno | A |
| Lavatrice, lavasciugatrice, lavastoviglie | E |
| Frigorifero e congelatore | F |
Conserva il modello e l’etichetta pertinente. Non usare la vecchia formula “tutti almeno A+”: le istruzioni distinguono le categorie con le nuove etichette. Per apparecchi senza etichetta obbligatoria va verificato anche se appartengono alle tipologie ammesse; la sola assenza dell’etichetta non rende agevolabile qualunque dispositivo.
Come dovevano essere pagati e documentati
I pagamenti ammessi erano bonifico bancario o postale, carta di credito o carta di debito; contanti e assegni non erano validi. Per i mobili non era necessario il bonifico specifico soggetto a ritenuta previsto per i lavori edilizi. Non confondere quindi la modalità di pagamento del mobile con quella della ristrutturazione.
Per gli acquisti con carta, contava la data di utilizzo della carta evidenziata dalla transazione, non il successivo addebito sul conto. Anche il finanziamento poteva essere compatibile, ma occorreva verificare che la società finanziaria pagasse il venditore con un mezzo ammesso e disporre della documentazione del pagamento: non basta conoscere la data delle tue rate.
Conserva fattura con natura, qualità e quantità dei beni, ricevuta del pagamento e documentazione dell’addebito, oltre ai documenti dei lavori e della loro data di avvio. Per gli elettrodomestici interessati va verificata anche la comunicazione ENEA applicabile, con le regole e i termini del relativo periodo: non tutti i mobili richiedono un invio.
Il voucher elettrodomestici è un incentivo diverso
Se nel 2025 hai utilizzato il voucher per comprare un elettrodomestico, non sommare automaticamente anche il bonus mobili per quella spesa. La FAQ ufficiale AdE sul voucher 2025 chiarisce la non cumulabilità e indica di non riportare quelle spese per richiedere la detrazione per arredo degli immobili ristrutturati. Porta al consulente anche la documentazione del voucher, non soltanto la fattura del negozio.
Il controllo finale da fare sui documenti
Prepara un riepilogo per immobile: natura e avvio dei lavori, contribuente beneficiario, acquisti 2024 già collegati, acquisti e pagamenti 2025, beni esclusi, eventuali voucher e fascicolo ENEA pertinente. Fai riconciliare ogni importo con i documenti, senza affidarti all’etichetta commerciale “acquistabile con bonus”.
Per una cucina, la guida alle singole voci del preventivo cucina 2025 distingue arredi e opere. Per i lavori nel bagno, consulta il quadro degli interventi bagno 2025. La verifica del fascicolo e della dichiarazione resta compito del CAF o del professionista fiscale, con il supporto del tecnico per qualificare i lavori.
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