Una libreria può nascere da pochi elementi e accompagnare i cambiamenti della casa. È l’idea che lega More Light e Minimore, due sistemi modulari disegnati da Giorgio Caporaso per la Ecodesign Collection di Lessmore. Le schede del produttore datano entrambi i progetti al 2011: il loro interesse sta nella possibilità di comporre, separare e riconfigurare gli elementi, lavorando su due scale diverse.
More Light organizza lo spazio con strutture da usare come librerie, scaffalature o divisori; Minimore porta lo stesso ragionamento tra i piccoli oggetti. A unirli è una forma essenziale, con aperture quadrangolari e angoli arrotondati, che lascia riconoscibile la costruzione dell’arredo.
More Light: la libreria prende forma per moduli
More Light nasce come versione semplificata del sistema More. Invece di partire da un mobile con una sagoma definitiva, il progetto mette al centro l’elemento di base e il suo accostamento ad altri moduli. Secondo la configurazione, il risultato può essere una libreria di diversa altezza e profondità, un espositore oppure una struttura per articolare gli ambienti.

Nella composizione fotografata, il ritmo dei vani aperti e i bordi sovrapposti rendono leggibile la struttura. La finitura del fronte ne sottolinea il disegno, mentre le aperture alleggeriscono visivamente l’insieme. È un linguaggio che si presta sia alla casa sia agli spazi di lavoro e di esposizione, ambiti previsti dal produttore.
Il sistema utilizza collegamenti a incastro ed elementi di rivestimento rimovibili. La composizione può quindi essere ripensata nel tempo: la scelta iniziale riguarda il singolo modulo e anche il modo in cui dovrà dialogare con gli altri.
Minimore: la stessa idea, nella misura dei piccoli oggetti
Con Minimore la modularità si concentra sul contenere e ordinare. Gli elementi hanno dimensioni inferiori e si combinano per suddividere lo spazio in vani dedicati, integrandosi anche con More Light.

La fotografia con i rocchetti di filo mostra bene questa vocazione: piccoli oggetti raccolti in aperture distinte, facili da riconoscere a colpo d’occhio. Anche il colore di ciò che si ripone partecipa all’effetto finale. Il contenitore resta così visibile e diventa parte dell’arredo, anziché limitarsi a nascondere il contenuto.
Cartone, finiture e componenti sostituibili
Nella presentazione dei sistemi, Lessmore descrive versioni in cartone, rivestimenti in diverse essenze di legno e possibilità di personalizzazione attraverso colori, stampe e texture. La combinazione dei materiali cambia l’aspetto del modulo: il bordo naturale mette in evidenza la costruzione, mentre un fronte colorato introduce un segno più deciso.
L’approccio al progetto passa anche dalla separazione dei componenti. Gli elementi rimovibili consentono, secondo la descrizione del produttore, di intervenire sulla parte danneggiata o usurata e di distinguere i materiali a fine utilizzo. Sono caratteristiche progettuali da valutare concretamente, insieme alla finitura e alla configurazione scelta.
Cosa verificare per una composizione in casa
Per immaginare questi sistemi in un soggiorno o in uno studio, conviene partire da ciò che dovranno contenere: libri, documenti e piccoli accessori richiedono spazi differenti. Vanno poi controllati ingombri, profondità utile, portata e indicazioni di montaggio della specifica composizione, comprese le eventuali necessità di fissaggio.
Le schede ufficiali restano il riferimento per approfondire i modelli e verificare finiture, disponibilità e documentazione tecnica. Il valore dell’idea di Caporaso è nel rapporto tra oggetto e sistema: scegliere una forma iniziale lasciando spazio a esigenze diverse nel tempo.
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